| 

I test condotti nell’UE rilevano che nel 37% dei capi testati la composizione fibrosa non corrisponde all’etichetta

Secondo i risultati resi noti il 18 giugno 2026 dalla Direzione Generale del Mercato Interno, dell’Industria, dell’Imprenditorialità e delle PMI della Commissione europea (DG GROW) il 18 giugno 2026, in una campagna di controllo condotta a livello dell’UE, in 49 dei 132 capi di abbigliamento sottoposti a test (il 37%) le etichette non riportavano correttamente i materiali utilizzati nel prodotto. I test sono stati effettuati nell’ambito della campagna di controllo JACOP (Joint Actions on Compliance of Products) 2025, che ha riguardato 11 categorie di prodotti.

Nell’ambito della campagna, le autorità di vigilanza del mercato di Cipro, Danimarca, Finlandia, Germania, Italia, Lituania, Malta e Portogallo hanno acquistato 104 prodotti nei negozi e 28 prodotti tramite canali online; i test sono stati effettuati presso un laboratorio accreditato in Italia. Sono stati individuati tre principali tipi di non conformità: la mancata corrispondenza delle percentuali dichiarate con i valori reali, nonostante la corretta indicazione delle fibre; l’utilizzo nel prodotto di fibre diverse e più economiche rispetto a quelle dichiarate; e la dichiarazione o la denominazione errata delle fibre.

Per categoria, i tassi di non conformità più elevati sono stati riscontrati nelle sciarpe (%80), nell’abbigliamento per adulti (%54) e nell’abbigliamento per neonati (%25). Per quanto riguarda i tipi di fibra, la non conformità ha raggiunto il livello più elevato (64%) nei prodotti dichiarati come miscele di fibre naturali e sintetiche; tale percentuale è stata registrata al 46% per gli acquisti online e al 36% nei negozi fisici. Le autorità di vigilanza del mercato hanno sottolineato che tali non conformità costituiscono un rischio economico per i consumatori, danno luogo a concorrenza sleale e rendono più difficile il riciclaggio, poiché richiedono una corretta identificazione delle fibre.

A seguito dell’ispezione, è stato ordinato il blocco della vendita di 18 prodotti; in totale, 41 prodotti sono stati registrati nella piattaforma di condivisione delle informazioni sulla vigilanza del mercato dell’UE, l’ICSMS. La Commissione ha sottolineato che l’elevato tasso di non conformità indica la diffusione di etichettature errate, ribadendo l’importanza di proseguire i test e di sensibilizzare il settore in merito agli obblighi di etichettatura.

İlginizi Çekebilecek Diğer Konular