
Textile Exchange pubblica il primo studio completo di valutazione del ciclo di vita del cashmere
Textile Exchange ha pubblicato la prima valutazione completa del ciclo di vita del cashmere. Clicchi qui per consultare il rapporto dettagliato.
Textile Exchange ha pubblicato lo studio sulla valutazione del ciclo di vita (LCA) del cashmere, che costituisce l’ultimo capitolo di una serie di studi LCA volti a migliorare la qualità dei dati relativi all’impatto ambientale nella produzione delle materie prime. L’organizzazione sottolinea che il rapporto, che ritiene essere il primo studio LCA sul cashmere di questo tipo reso accessibile al grande pubblico, fornisce i dati specifici sul cashmere di cui il settore aveva bisogno da tempo.
Lo studio, elaborato secondo l’approccio «dalla culla al cancello» (cradle-to-gate), copre l’intero processo di produzione del cashmere e le fasi di lavorazione primaria. I dati sono stati raccolti direttamente presso 170 produttori e pastori operanti in sistemi di allevamento stanziali e di pascolo nomade in Mongolia e Cina, i due maggiori produttori mondiali di cashmere. L’analisi, condotta secondo l’approccio LCA+ di Textile Exchange, comprende anche una valutazione sociale separata che esamina la salute del suolo, le comunità, i mezzi di sussistenza e i diritti umani.
Secondo il risultato principale dello studio, nell’ambito del suo campo di applicazione e delle sue ipotesi, i principali fattori determinanti dell’impatto ambientale sono, più che il tipo di sistema di produzione, gli indicatori di produttività a livello di gregge – quali la resa di cashmere per capo – e le pratiche di gestione che prevedono l’alimentazione supplementare durante l’inverno. È stato accertato che le condizioni invernali estreme, note come «dzud» in Mongolia e nella Mongolia Interna, aumentano l’impatto ambientale riducendo la produttività e incrementando la moria di animali. Lo studio raccomanda ai marchi di dare priorità al sostegno ai fornitori e a interventi mirati volti a migliorare la gestione degli animali e del territorio, anziché orientarsi verso un unico sistema di produzione.
I dati dello studio saranno trasferiti nelle banche dati Higg MSI, Ecoinvent e WALDB nel corso del 2026 e del 2027, affinché possano essere utilizzati come dati proxy nei casi in cui non siano disponibili dati LCA basati sulle fonti.









