
Rapporto di impatto globale della Better Cotton Initiative: il 69% degli agricoltori BCI ha ridotto l’uso di azoto di sintesi
Il 7 ottobre 2026, Giornata mondiale del cotone, la Better Cotton Initiative (BCI) ha pubblicato il suo primo rapporto di impatto globale degli ultimi cinque anni. Basato su nove anni di dati raccolti sul campo da un programma che rappresenta quasi un quarto della produzione mondiale di cotone, il rapporto documenta progressi misurabili tra gli agricoltori che hanno adottato lo standard BCI e offre una valutazione franca delle sfide ancora aperte.
Dall’adesione al programma, il 69% degli agricoltori BCI ha ridotto l’uso di azoto di sintesi per chilogrammo di cotone e il 65% ha ridotto l’uso di principi attivi di pesticidi di sintesi per ettaro. Tra i piccoli agricoltori, il 59% ha migliorato il proprio reddito netto derivante dal cotone, mentre il 52% delle aziende completamente irrigate ha ridotto l’acqua di irrigazione applicata per chilogrammo di cotone. Quanto al cotone prodotto dagli agricoltori BCI, il 54% è coltivato con un’impronta di carbonio più bassa.
Le donne ricoprono oggi il 17% dei ruoli di facilitazione sul campo e di gestione delle unità di produttori, rispetto al 9% di cinque anni fa. Il rapporto riconosce inoltre che i progressi nella protezione delle colture restano disomogenei: i risultati ottenuti presso i piccoli agricoltori non si riscontrano ancora in modo costante nelle grandi aziende agricole.
Il rapporto annuale 2026 della BCI mostra la portata dell’attività dell’organizzazione. Nella stagione 2024-25, la BCI ha sostenuto 1,4 milioni di coltivatori di cotone, che hanno prodotto 6,1 milioni di tonnellate di BCI Cotton, pari al 23,87% della produzione mondiale di cotone.
Iain Gardiner, direttore senior per l’impatto e lo sviluppo della BCI, descrive il rapporto, basato sull’analisi contestuale di oltre 20 milioni di dati raccolti ogni anno, come un primo passo per l’attuazione futura del programma e per decisioni più informate e fondate su evidenze.









