Textile Exchange sta introducendo un sistema di reporting obbligatorio e definizione di obiettivi per brand e retailer nell’ambito del suo nuovo modello di adesione, con l’obiettivo di promuovere una maggiore azione collettiva nel settore della moda e del tessile. L’organizzazione non profit globale aveva annunciato per la prima volta il suo orientamento verso un’adesione più orientata all’azione nel novembre 2025.
La nuova struttura introduce due gruppi distinti: il Community Cohort, adatto alle organizzazioni che non producono né approvvigionano direttamente materie prime, e l’Action Cohort, che offre percorsi chiari per brand, retailer e produttori di materie prime. Questo approccio è progettato per rispondere meglio alle esigenze e agli obiettivi distinti delle diverse organizzazioni e supportarle nel compiere passi per scalare i sistemi di produzione preferiti, ottenendo al contempo risultati benefici per il clima, la natura, le persone e gli animali.
I membri dell’Action Cohort iniziano riportando dati relativi all’approvvigionamento o alla produzione dei materiali. Il reporting rimarrà volontario per il 2026, per poi diventare obbligatorio per brand e retailer nel 2027. Per le organizzazioni dei Tier da 1 a 3 e del Tier 4, l’introduzione dei requisiti di reporting avverrà secondo una tempistica più lunga.
Sarah Needham, Chief Engagement and Partnerships Officer, ha dichiarato: «Introducendo un percorso chiaro per la nostra nuova Action Cohort, forniamo sia a chi approvvigiona materiali sia a chi li produce la struttura e la fiducia necessarie per accelerare il loro impatto e contribuire a trasformare il nostro settore. Sappiamo che l’ambizione e la voglia di cambiamento ci sono. Questo nuovo approccio delinea chiaramente come andiamo avanti, concretizzando i passi necessari per accelerare la transizione verso sistemi di produzione preferiti e supportando le organizzazioni nel creare un impatto duraturo.»





